Gennaio – Febbraio 2022

Questo mese ho degustato peer voi…

Rhum Rhum Libération 2020 Version Réduite (45% abv)

Apro questo 2022 con una degustazione che mi riporta alle origini di Coeurdechauffe e della mia lunga, sempre viva e grande storia d’amore per il terroir dell’ultima ile à rhum, Marie Galante.

Solo quattro anni fa aprivo il capitolo “Degustazioni del mese” con l’indimenticabile Libé 2012, per molti, e per me, una delle pietre miliari della storia del Rhum Agricole con l’iniziale maiuscola: oggi sono felice come una bimba di poter degustare per voi questa nuova perla che si aggiunge ad un filo di continuità mai dissolto, pur attraverso le difficoltà logistiche e tecniche degli ultimi tempi: la piccola Rhum Rhum, nata nel 2007 in seno alla distillerie Bielle, nel cuore dell’isola, è stata completamente ricollocata, la scorsa estate, grazie al lavoro certosino di Michele Lunardon e Gianni Capovilla, in un nuovo sito, presso la distillerie Père Labat, ed oggi è nuovamente operativa e pronta a produrre per noi le sue meraviglie.

Un Libé coraggioso, il 2020, che ha affrontato cambiamenti e trasferimenti, ma si presenta, dopo una lunga attesa, in grande spolvero: ho deciso, pur avendo già degustato anche l’ormai molto ricercata version intégrale, di recensire per voi questa version réduite, che ho trovato vicina alla concentrazione fine ma di bell’impatto del Libé 2015 a 45%. Il bianco base che ha dato vita a questo invecchiamento è figlio di due annate, 2011 e, in, minor parte, 2012, visto che 2011 è stato un millesimo tutto sommato “piccolo”: l’invecchiamento, tutto processato su suolo Marie-Galantese, in parte presso Bielle e, nell’ultima frazione, presso la nuova sede, ha dato vita a circa 1800 bottiglie di rhum agricole in versione non ridotta, e circa 5000 in versione ridotta.

La prima parte della filiera, quella che conduce al bianco, è forse la più nota: canna da zucchero “scelta” per qualità e freschezza, tagliata a mano e spremuta il prima possibile, lunga fermentazione del succo, non ridotto con acqua, per 7/8 giorni, a temperatura controllata, operata a mezzo di lieviti enologici, per esaltare al meglio le caratteristiche della canna da zucchero e del terroir, e distillazione a bagnomaria in alambicco a ripasso Muller. Poi, la grande incognita dell’invecchiamento su suolo tropicale, e la difficile scelta di legno di qualità, per condurre ogni “stagione” al risultato il più fedele possibile allo stile “Libé”, che possiamo, molto sinteticamente, riassumere in due edizioni “capostipite”: la 2010 a 45% abv, e la 2012 “intégrale”.

Il nuovo nettare é come sempre custodito nelle solide bottiglie scure Velier, e sigillato da una preziosa etichetta che, per l’occasione, raffigura un uccello del paradiso, riproduzione fedele di una stampa ottocentesca proveniente dall’Università di Coimbra: in evidenza, comme d’habitude, solo l’anno di “liberazione” dalla botte, ex Borgogna, il ferale 2020 che ha invece chiuso il mondo in una gabbia di paura.

Nel bicchiere, è il colore è quello dell’ambra, caldo, luminoso e compatto insieme: il liquido, abbarbicato tenacemente alle pareti di vetro, cede a poco a poco terreno in lacrime fitte, che scivolano lente verso il centro, come un ornamento. Il peso sul polso anticipa la materia densa e complessa, e mi affretta il naso verso il bevante: sono curiosa ed attratta da questo rhum, che si presenta inizialmente molto “educato” e quasi timido, con le sue note di fiori bianchi recisi, tabacco, caucciù, salamoia leggera, spezia piccante e biscotto all’anice, snocciolate in modo preciso e senza sbavature, come uno studente che abbia imparato a puntino la lezione. Il piccolo capovolgimento avviene in bocca, dove la timidezza e la precisione lasciano il posto ad un’anima ad un tempo ribelle e suadente: peperoncino piccante, ancora anice, scorza d’arancia candita, croccante di mandorle e cioccolato al sale, per finire con un lattementa d’antan davvero gradevole: l’alternanza dolce/amaro/piccante/salato rende la bevuta molto vivace, ed accelera un secondo sorso che la gradazione moderata consente senza remore.

Rhum perfetto per una serata tra amici, che ci ricorda le caramelle dell’infanzia e ci manda a nanna con il sorriso sulle labbra e nel cuore: la versione a pieno grado, che pure ho avuto la fortuna di degustare, introduce note scure e balsamiche molto più decise, ed ha una diversa lunghezza, eppure è questo enfant terrible a vincere la mia preferenza, perché coglie in pieno l’anima sociale e viva del rhum, quella che ti guida al secondo bicchiere, ad altre risate e ad altre chiacchiere in compagnia.  

Verre vide: lieve traccia floreale, tabacco e after eight

Messi in vendita da poco sulla piattaforma Spirit Academy, i nuovi Libé sono già praticamente sold-out: la fama che li precede genera ormai meccanismi di collezionismo e contro-collezionismo che non fanno così bene al mondo del rhum, e ci fanno dimenticare il piacere e la fortuna di degustare un piccolo capolavoro.

Vi lascio con l’augurio che questo 2022 ci porti tanti momenti in cui le bottiglie vengano aperte, e non sostino troppo a lungo sugli scaffali di aste e collezioni, qualsiasi possa essere il loro valore, ed il distillato che amiamo torni ad animare cene, feste e serate in compagnia.

Alla vostra salute!

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