La degustazione del mese

Questo mese ho degustato per voi…

Montebello, Cuvée Winch, 50% ABV, Canne Rouge (R579)

Inauguro questa nuova stagione di raccolta della canna da zucchero con una novità fresca fresca, che mi ha accolto al mio arrivo in Gwada, circa un mesetto fa: la distilleria è Montebello, nota in Italia solo per alcuni vieux in millesimi di pregio, come ad esempio il 1984, ed i due “Basseterre” imbottigliati da Velier qualche anno fa, ma  in generale poco bevuta e poco conosciuta per tutto il resto. Nessun problema, come sempre siamo qui per rimediare. Da Dicembre scorso i prodotti Montebello sono finalmente distribuiti da Rinaldi 1957, e potrete a breve trovare la gamma completa in vendita anche da noi. Distilleria storica dell’isola-farfalla, il domaine Carrère che la ospita è attivo dal 1936 in quel di Saint Claude, ma è solo con Alain Marsolle che raggiunge fama e sviluppo. Alain, dopo aver studiato in Francia, fa il suo debutto nel settore “sucrière” in Guadalupa, presso Gardel e Sainte Marthe, poi, dal 1968, inizia a distillare presso Carrère, che, dal 1975, prende a commercializzare il suo rhum come “Montebello”, e, man mano che il volume degli affari s’ingrandisce, comincia a dotarsi di più moderne attrezzature. Oggi alla guida della distilleria troviamo la quarta generazione dei Marsolle, Grégory e il fratello Dominique, figli di Alain, attenti al rispetto della tradizione e soprattutto del prezioso terroir che, per il rhum agricole, così come per un buon vino, rappresenta la sola possibilità di essere riconoscibile ed autentico: il suolo di Basse Terre, vulcanico e leggero, la raccolta della canna da zucchero effettuata esclusivamente a mano, parcella per parcella, da piccoli planteurs che conoscono parcoeur il loro mestiere e la loro materia prima (garantendo inoltre una continuità “culturale” che andrebbe altrimenti perduta), l’esclusione di fitosanitari chimici oltre ad un rapido processo di lavorazione, garantiscono la qualità dei rhum bianchi e sono prodromi alla partenza di un buon processo di invecchiamento, che avviene poi negli chais della distilleria, principalmente in botti di quercia bianca americana ex-bourbon.

Le varietà coltivate sono la Canne Verte (PR 61-632), la Canne Rouge (R579) e la Canne Blanche, altrimenti detta Canne D’Or (R570). Queste diverse varietà vengono miscelate per creare l’identità finale dei rhum prodotti. La canna portata in distilleria viene ulteriormente selezionata, e gli steli vengono sfibrati prima di essere inviati ai mulini. La bagasse, ovvero la fibra scartata dalla lavorazione, viene seccata e riutilizzata come carburante per la chaudière, una delle ultime Stirling presenti nei Caraibi, anch’essa patrimonio industriale storico di Guadalupa. La fermentazione avviene tramite tecnica “pied de cuve”, permettendo di prolungare in naturalezza il concetto di terroir, in sette serbatoi aperti da 400 ettolitri ciascuno, ed occupa tra le 48 e le 72 ore, curata e diretta costantemente, anche tramite ulteriore diluizione, se necessario. È qui che il profilo aromatico del rhum prende forma.

La distillazione si opera, con la dovuta lentezza, tramite due colonne créole, di cui una interamente in rame: in uscita di colonna, il nuovo nato titola tra il 74 e l’80% ABV, e rispecchia in pieno l’identità disegnata dalle fasi precedenti. Una lunga sosta in acciaio (tra gli 8 e i 10 mesi) a pieno grado, ed una successiva e parimenti lenta diluizione con acqua di sorgente (terroir, again), mettono la firma definitiva alle cuvées.

Il rhum che vi presento oggi, denominato cuvée Winch, è un rhum bianco cosiddetto “premium”, distillato in colonna di rame e prodotto a partire da sola Canne Rouge. È stato il primo rhum blanc che abbiamo degustato non appena atterrati in Guadalupa per questa stagione, graditissimo regalo da parte di Paul Timon, brand ambassador del marchio.

Ridotto a 50% ABV, nel bicchiere si rivela cristallino, compatto e super greasy: fitte gambette si delineano mentre scende lentamente verso il centro del bevante, se lo si muove quel minimo.

Il naso è un meraviglioso concerto di aromi che riportano in maniera netta, ma delicatissima, le note della canne rouge: apre con la forza in guanto di velluto del petalo di rosa, per far posto ben presto alla buccia ed al succo del pompelmo rosa, al mango maturo, poi allo zenzero fresco ed al pepe, per chiudere con una leggera sensazione balsamica di badiane e con la profondità tutta caraibica del bois d’inde e del caucciù.

In bocca è tonico, pieno: si rinnova la freschezza della buccia d’agrume grande, e della sua polpa, addolcita dalla nota originalissima e riconoscibile del melone giallo e del mango, mentre ritrova grassezza avviluppante nella mandorla verde, e vitalità bambina nel pepe e nello zenzero. La lunghezza finale è tutta della badiane.

Aftertaste altrettanto memorabile, pur se non lunghissimo: menta fredda e pepe, ancora pepe.

Un vero animale da ti-punch, che trova il giusto complemento nel miel pays e nei limoncini verdi di Marie Galante, succosi e dolci.

Verre vide, ovvero, la douceur de vivre aux Caraïbes: Melone giallo, mango, pepe e buccia di agrume a profusione…

La cuvée Winch ha un prezzo di vendita locale intorno ai 30€, e li vale fino all’ultimo centesimo, come potete giudicare dal livello della bottiglia ad una sola settimana dall’apertura, con tutto il rhum agricole a nostra disposizione su Guadalupa.

Dal vostro inviato in “Terra Santa” per ora è tutto, ma restate con me, ci sono tante belle novità in arrivo.

Santé et surtout paix et douceur tou moun!

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