La degustazione del mese

Questo mese ho degustato per voi…

Providence – Haitian Rhum “First Drops”, Blanc, 57% ABV

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Questa degustazione del mese ci porta ad Haiti, paese ricchissimo di risorse eppure in ginocchio, oggi, dopo il terremoto del 2012, gli uragani, ed alterne vicende politiche: un posto che mi è caro e che avrei dovuto raggiungere solo un anno fa, rinunciandovi, infine, a causa della guerra civile in corso.

La grande ricchezza naturale ed incontaminata di questo paese, pietra scartata dai costruttori, primo Stato indipendente dell’America Latina e primo Stato di colore (nel 1804 Dessalines, schiavo nero nato nelle piantagioni del Nord, ne proclamò l’indipendenza dai francesi a Gonaïves) e, forse per questo, punito dalla Storia e dagli eventi, resta il suo più autentico patrimonio, insieme alla mite cordialità del suo popolo.

Ad Haiti, come in pochi altri luoghi al mondo, cresce ancora, rigogliosa, la Canne Cristalline, una canna non ibridata, magra, dolcissima e molto aromatica, e si distillano, con piccoli e rudimentali alambicchi, i famosi “Clairin”, rhum agricoli nel vero senso della parola, oggi riscoperti e portati alla ribalta del mondo da Luca Gargano, capomastro di Velier: un sorso di autenticità e tradizione popolare caraibica portata sino a noi.

Gargano non si ferma qui: nel 2019, fonda una vera e propria distilleria, che possa esaltare le doti naturali di questo terroir unico e della canna da zucchero originaria, ricca e priva di contaminazioni di Haiti, e sostenerne l’economia: Providence. Alambicco Muller, costruito con la consulenza tecnica di Vittorio ‘Gianni’ Capovilla, a bagnomaria ma con annessa una minicolonna a 6 piatti; materia prima: sciroppo di canna da zucchero Cristalline e puro succo di canna, un vero hapax nel mondo del rhum. Partnership, per la distillazione e lo stoccaggio, a Port-Au-Prince, di Herbert Linge, ultimo vero discendente della famiglia Barbancourt, e de “La Maison & Velier”.

Un rhum blanc peculiare, a gradazione di alambicco, per ridistillazione, di 57% ABV, con una quantità impressionante di sostanze volatili totali: ben 538,9 mg/HLPA. Una sorta di agricole al quadrato, che, nel bicchiere, risulta densissimo, ed ancorato alle pareti, quasi come miele. Sono le prime gocce di una nuova categoria di rhum, in effetti.

Al naso, l’intensità aromatica è fortissima, pungente, concentrata: fiori bianchi, miele selvatico, ed una parte molto chimica, di vernice o solvente, la fanno da padrone, poi una nota grassa di mandorla avviluppa il bicchiere e le narici nel finale. In bocca è oleoso, permeante, la mandorla sentita per ultima al naso riveste il palato, e si amplifica in note amarognole e verdi, come di scorza d’arancia non matura e rabarbaro. Il miele selvatico resta sullo sfondo, in retronasale, insieme ad un salmastro di oliva, che chiude in lunghezza la degustazione.

Verre vide: mandorla amara e nota di solvente.

Un rhum portavoce di un progetto e di un’intenzione di gran cuore, che sono orgogliosa abbia tenuto a battesimo, in una giornata di sole, a Ravenna, la nascita di Rum Club Italia, insieme alle parole di Luca Gargano, profondo conoscitore ed ottimo ambasciatore del nostro distillato, in Italia e nel mondo.

Santé à tous les amateurs du Rhum et Bienvenu Rum Club Italia!

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