La degustazione del mese

Questo mese ho degustato per voi…

La Mauny – Ratafia de Rhum – 33% ABV

Febbraio Febbraietto… non continuerò, questo mese ci sta già riservando tante sorprese “carnevalesche”!

La sorpresa che vi faccio io, invece, è una deliziosa degustazione del mese, completamente “out of the box”: non c’è un rum questa volta nel mio bicchiere, ma c’è comunque un degno rampollo della canna da zucchero, che porta una joie de vivre ed un colore tipicamente créole a noi costretti in casa in questi giorni di Corona Virus.

Si tratta infatti di un goloso Ratafia, prodotto dalla distilleria La Mauny, di Rivière Pilote, Martinica, ed elaborato a partire da puro succo di canna da zucchero.

Il Ratafia è un prodotto alcolico dall’origine molto antica, risalente al basso medioevo in Europa, ed importato, in conseguenza, alle Antille, dove la destinazione di dolce corroborante al dopo cena o in accompagnamento al dessert restò la stessa, ma la base non fu più la frutta fresca lasciata macerare e poi “mutizzata” con alcol di varia foggia, bensì il puro succo di canna da zucchero, cui veniva aggiunto rum prima che ne iniziasse la fermentazione. C’è stato addirittura chi ha proposto una connessione linguistica tra il termine “Tafia”, la prima acquavite caraibica di canna da zucchero, ed il termine “Ratafia”, ma è più probabile la connessione con il francese “ratifié”, latino “rata fiat”, nel senso che questo liquore si beveva al suggello di patti o contratti, a guisa di atto amichevole.

Un prodotto in apparenza semplice, che divenne parte integrante della tradizione creola, così come l’ancor meno noto aceto di canna da zucchero.

Lo stesso processo è stato riprodotto oggi dalla Distillerie La Mauny, da sempre attenta alla salvaguardia delle tradizioni e degli antichi savoir-faire dell’isola.

Una volta “mutizzato” con rhum agricole bianco, il succo di canna da zucchero viene posto in breve invecchiamento, di entità non dichiarata, in botti di rovere, cosa che gli consente di sviluppare, pur mantenendo l’impressione di vitalità del succo di canna fresco, anche un’interessante palette di terziari.

In degustazione, si presenta color ambra, densissimo nel bicchiere, quasi pastoso, ma di una materia molto brillante.

Il naso apre su deliziosi aromi di zucchero di canna, frutta confit e pastafrolla, con un bel tocco di scorza d’agrume, che ritroviamo al palato, dove la pastosità invita a fare sorsi piccoli e distanziati: l’ananas e la guava maturi, qui, fanno da sfondo ad una bel corredo di spezie, pepe e cannella soprattutto, ed ai toni di zucchero caramellato, mentre la buccia d’agrume si allunga in un gradevolissimo finale amarognolo che dona persistenza.

Nel bicchiere vuoto, i toni dello zucchero caramellato si fondono ancora con quelli della frutta tropicale.

Un fantastico dopocena, che accompagnerà splendidamente un dessert ricco ma a base di frutta come ad esempio una tarte tatin, oppure, con maggior audacia ma non minore soddisfazione, un formaggio stagionato od anche erborinato.

Personalmente, non amando molto i dolci, l’ho provato con un blu di capra di Arnoldi, sapido ma delicato, e l’abbinamento mi è particolarmente piaciuto.

Tappo cerato, bottiglia da 0,5 ed edizione limitata a 3000 esemplari ne fanno un prodotto ricercato, per intenditori: il Ratafia è ora in vendita in Martinica a 35€, e sarà presto disponibile, con altro prezzo, in Europa.

La mia bottiglia è stata gentilmente offerta da Daniel Baudin e Virginie Pouppeville delle distillerie Trois Rivières – La Mauny, che qui ringrazio.

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