La degustazione del mese

Questo mese ho degustato per voi…

Moon Import – Barbados Rhum 1987 – 2002 – 46%vol.

Rum da collezione (bottiglia n.180 di 400, magnifica), distillato presso West Indies Distillery, a Barbados, nel 1987, selezionato da Moon Import (Mongiardino) e fatto invecchiare, in barile originale, in questo caso ex-bourbon, in Scozia, poi ivi imbottigliato nel 2002: secondo la filosofia Moon Import, infatti, la Scozia è la regione del mondo dove la maturazione dell’alcool risulta essere la migliore e la più regolare rispetto a tutti gli altri paesi, per cui i rum che seleziona vengono maggiormente invecchiati lì. Ogni selezione Moon si contraddistingue per eleganza ed equilibrio. Il colore finale dei distillati è determinato dalla durata dell’invecchiamento nelle botti di rovere, ed è certamente influenzato dal clima scozzese, per cui avremo una minore estrazione di tannini gallici e meno tonalità scure, a favore di rum, come questo, che sfoggiano un bel color oro antico, molto luminoso.

Nel calice, è un rum grasso, e le pareti ne sono omogeneamente permeate: fitte lacrime d’ambra ricadono verso il fondo con lentezza. Si percepisce bene la complessità della materia anche dal peso sul polso.

Al naso questo peso diventa lentezza nell’aprirsi: lo lascio nel vetro una ventina di minuti, per concedergli il tempo necessario a svelarmi i suoi segreti.

Le prime note sono molto dolci, di miele, pastafrolla e canditi, poi vaniglia, pepe e tabacco piccante, ma avverto, sommersa, anche un’intensa nota salmastra e “medicinale”, imbrigliata nel fondo, che si rivelerà soltanto molto dopo.

Al palato il rum, grazie all’equilibrata gradazione da sipping, altra firma di Mongiardino, è morbidissimo, anche se imponente: parte dalla frutta tropicale, tipo papaya ed ananas maturi, ed evolve sui canditi, sulla frutta secca, anche pralinata, sul caramello e sul cioccolato: qui, però, la sua natura iodata si rivela prima… Il caramello diventa salato, ed il sale diventa a sua volta fresco, quasi balsamico e fortemente vegetale, poi s’incupisce in un lungo finale di liquirizia. Del resto, penso, West Indies è proprio sulla spiaggia di Brighton, un luogo meraviglioso, dove le tartarughe marine vanno di notte a fare il nido.  

Il bicchiere vuoto è un ritratto fedele, e rilascia, dopo una mezz’oretta, insieme alle spezie dolci, ancora quello stesso sale di brezza marina e quella nota cupa di liquirizia e medicinale che avevo avvertito inizialmente.

Un rum elegantissimo, una cattedrale dai mille dettagli, da tenere a lungo nel bicchiere, per scoprirli tutti poco per volta e che, inevitabilmente, mi apre molte domande sulla sua distillazione.

1987 è una data piuttosto iconica per questa distilleria: sembra che tra 1986 e 1987, infatti, un alambicco, il famoso Rockley Still, abbia smesso di operare (oggi si trova ancora su un prato antistante la distilleria).

Trattasi di un antico pot still di fine 1800, a fuoco diretto, di rame incamiciato, di piccole dimensioni, dal quale si produceva un distillato di enorme qualità, ma in quantità troppo esigua per far fronte, allora, alle esigenze di mercato: oggi, la lungimiranza di Alexandre Gabriel ha in programma di rimettere in fuzione Rockley, come ha rimesso a regime altri antichi strumenti di distillazione presenti alla West Indies.

Esiste un altro rum, un 1986 Bristol Spirits, imbottigliato anch’esso nel 2002, che dichiara in etichetta di esser distillato dal Rockley, e che, curiosamente, ha un DNA molto simile a quest’ultimo, solamente un po’ meno complesso: le note erbacee, iodate e di liquirizia sono un tratto inconfondibile, così come la forte impressione di “medicinale”.

In etichetta, si dichiara apertamente che la distillazione è da Pot Still, quindi è verosimile che i due distillati siano fratelli diversi dello stesso alambicco.

Un rum certamente da collezionare se siete cacciatori di rarità, ma, a mio parere, soprattutto da assaggiare, per godere della complessità aromatica generata da un antico alambicco sulle melasse di Barbados, molto ricche e dal profilo minerale assolutamente unico. Se poi siete amanti della fumata lenta, troverete in lui un eccezionale compagno di viaggio: gustato con un Cohiba Robustus, forse poteva ambire anche ad un sigaro più “piccante” e vegetale.

Cheers!

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