Luglio 2022

Papa Rouyo, Rejeton Blanc, 56% ABV, Primo batch

Rejeton, primo germoglio dell’appena nata ma già nota ed apprezzata seconda distilleria all’alambicco di Guadalupa, Papa Rouyo, è ormai alla sua nuova serie, ma quello che recensisco per voi oggi, in una settimana molto speciale per tutte le distillerie ed i rhum di Gwada, è il primo nato, che ormai ha un anno sulle spalle, e male non gli ha fatto, anzi.

Ridotto con acqua di sorgente a 56% ABV, gradazione che ne sostiene la grande spalla acida e grassa, è un bianco opulento, cristallino e brillante, prodotto a partire da canne da zucchero provenienti da Le Moule, Grande Terre, di varietà R579, rouge, B69.566, bleue, B80.0689, caimite, tagliate rigorosamente a mano dai propri “maître canniers”, e destinato ad una prima produzione che dire esigua è un eufemismo: circa 500 bottiglie finite in un batter di ciglia, che hanno lasciato tutti gli appassionati in attesa del presente, secondo batch, prodotto fortunatamente in quantità maggiore.

Il naso è subito espressivo benché molto sottile: dal bicchiere sfuggono per prime leggere note acetiche e di fiore bianco, poi è il frutto, sempre bianco (pesca), e la parte vegetale (clorofilla, banana verde, mango non maturo), a prendere possesso delle narici, leggermente pizzicate da un’ultima nota di pepe bianco. Delicato e verticale.

In bocca perde ritrosia, ed il sorso si rivela pieno e spesso, quasi oleoso, con una quota alcoolica ben integrata, ritrovando la parte vegetale e verde, leggermente tannica, della buccia di limone verde, del mango e della banana non maturi, ed un finale fresco di badiane e liquirizia, a dar un po’ di lunghezza e slancio in più alla sua considerevole mole: l’anice stellato e la liquirizia, dal medio e lungo palato, si trasportano poi, piacevolmente, anche in retrolfattiva.

Quasi un giamaicano in sordina, è un rhum agricole dalla struttura semplice e lineare, dall’impatto gustativo non lunghissimo ma molto centrato, e dalla dolcezza non invadente, che ben si può prestare ad una degustazione liscia, con zeste di limone verde, un po’ alla C-Punch, oppure alla preparazione di un daiquiri secco, dai toni verdi e freschi.

Nel bicchiere vuoto resta la nota elegante e sottile del fiore bianco, unita a quella della mela verde.

Un primo tentativo di tutto rispetto, che fa ottimamente sperare per il futuro: mentre scrivo, il secondo batch di questo bianco è ormai disponibile anche in Italia, ad un prezzo da bianco di fascia premium (52€). Non mi sento che di consigliarlo, visto l’inizio davvero promettente, e l’impegno enorme che Xavier e Chloè stanno profondendo in questa giovane realtà che mette in valore, oltre al terroir prezioso di Grande Terre, l’ancor più raro e prezioso terroir humain dei maître canniers e dei coupeur de canne.

Dedico questa degustazione del mese a tutto il personale organizzativo ed ai giudici impegnati nel Concours Mondial de Bruxelles, riuniti eccezionalmente proprio qui in Guadalupa, per valutare spiriti provenienti da tutto il mondo, in special modo agli amici Davide Terziotti e Bruno Pilzer, che hanno degustato con me questo rhum qualche giorno fa: è un grande onore averli ospiti delle nostre isole e sarà un piacere riservare a tutti una indimenticabile accoglienza.

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